Ticket Sanitari – CGIL ” La caccia ai falsi esenti punisce i piu’ deboli”

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ORISTANO. «D’accordo con la lotta ai truffatori e a chi presenta false certificazioni su esenzioni che non gli spettano, ma i metodi utilizzati dalla Asl 5 per recuperare i crediti sulle presunte false autocertificazioni è quantomeno sorprendente. Stanno sparando nel mucchio, mettendo in allarme cittadini già in forte difficoltà economica, salvo poi scoprire che in alcuni casi, le cifre contestate e quindi richieste, magari sono superiori a quelle realmente non pagate». Roberta Manca, segretario generale della Cgil prende posizione sull’azione avviata dall’azienda sanitaria oristanese per cercare di recuperare i ticket mai versati da utenti attraverso false autocertificazioni. I mancati incassi da parte della Asl per 13mila prestazioni sanitarie erogate e non pagate tra il 2011 e il 2012 ammonterebbero a oltre mezzo milione di euro. Una cifra importante (soprattutto in un periodo di crisi come questo e di scarse risorse anche per la sanità pubblica) rilevata a seguito di un controllo incrociato eseguito con la Guardia di finanza, che avrebbe permesso di accertare oltre 1700 autocertificazioni non veritiere.

In questi giorni, i cittadini esentati irregolarmente stanno ricevendo la comunicazione da parte della Asl con la richiesta di saldare i ticket non versati, salvo che siano in grado di dimostrare di possedere realmente i requisiti di esenzione. «Molte persone sono piombate nel panico: decine si stanno presentando agli sportelli del nostro patronato per chiedere aiuto e noi li supporteremo», dice Manca. Che aggiunge: «Spesso si tratta di cifre fra i 400 e i 600euro ad assistito: difficili da onorare se, come in moltissimi casi che abbiamo potuto verificare, si tratta di persone che hanno perduto il lavoro e ora non sanno neppure come tirare avanti».

Il caso-tipo sarebbe quello del lavoratore, licenziato, che una volta terminato di percepire l’assegno di disoccupazione passa allo status di inoccupato. «Cioè senza alcun reddito. Che fa la differenza, non solo per chi non sa più come mantenere se stesso e la sua famiglia, ma anche per il meccanismo farraginoso di concepire l’esenzione del ticket: mai per gli inoccupati. Infatti, chi non ha mai lavorato non ha diritto all’esenzione dal ticket e questo è scandaloso», spiega ancora Manca. «L’aspetto più incredibile è che molte di queste persone che si sono viste recapitare il “conto” dalla Asl, magari avevano ottenuto dalla stessa Azienda sanitaria il riconoscimento dell’esenzione. Insomma: un vero pasticcio – dice tassativa la sindacalista – che sta creando situazioni pesanti perchè molta gente non saprà come trovare il modo di saldare il presunto debito con la Asl, anche perchè non ha di che vivere».

Secondo Roberta Manca «Si tratta del classico esempio di pessima gestione delle risorse. Basti pensare che la Regione spende ogni anno 75mila euro per smaltire farmaci scaduti che le Asl hanno acquistato e non utilizzato. E nel frattempo si dà la caccia al presunto falsificatore di esenzione, provocando il panico fra famiglie che magari avevano agito in totale buona fede».