ASSEMBLEA NAZIONALE EDILIZIA: AL VIA MOBILITAZIONE. MAURO LIVI: INACCETTABILI PROPOSTE ANCE E COOP

01.10.13 Fillea Filca Feneal proclamano lo stato di mobilitazione per il comparto dell’edilizia: questa la decisione assunta dall’Assemblea Nazionale unitaria, tenutasi stamane a Roma presso il Centro Congressi Frentani, come spiega Mauro Livi, segretario nazionale Fillea  “i lavoratori aspettano da nove mesi,  è tempo di accelerare per giungere ad un positivo rinnovo di questo contratto” un contratto che “deve migliorare le condizioni economiche e normative dei lavoratori provati da 5 anni di crisi.  Vogliamo un accordo che mantenga in essere i diritti conquistati ad iniziare dall APE. In questo senso sono inaccettabili e da respingere al mittente le proposte di ANCE e COOP che invece chiedono di azzerare questo fondamentale e moderno istituto contrattuale” prosegue Livi, secondo il quale “per superare lo stallo in cui si trova il negoziato è necessario mettere in campo  una mobilitazione nazionale con iniziative territoriali.”

Per questo l’Assemblea Nazionale  ha dato mandato alle  segreterie nazionali di decidere le forme e le modalità di lotta necessarie, compreso lo sciopero.
L’Assemblea Nazionale dei quadri e delegati edili  Feneal, Filca e Fillea si e’ riunita a Roma  il 1′ ottobre 2013 per valutare lo stato della trattativa per il rinnovo del Contratto Nazionale di Lavoro con le rispettive controparti ed dare le opportune indicazioni ai gruppi dirigenti.
Il CCNL e’ scaduto il 31 dicembre 2012 e dopo  nove mesi  il negoziato e’ ancora lontano dalla sua conclusione. La peggiore crisi che da anni sta investendo la nostra economia non ha impedito – nelle scorse settimane – la positiva conclusione di analoghe trattative per il rinnovo del contratto nel comparto dei materiali e del legno. Risultati importanti che hanno consentito di dare risposte ai problemi e segnali di fiducia alle imprese ed ai lavoratori.
Per uscire dalla crisi e riqualificare il settore, l’Assemblea Nazionale   rivendicano nei confronti del Governo e delle Istituzioni locali, adeguate politiche di sviluppo e di investimento per ammodernare il paese in termini infrastrutturali, per l’assetto idrogeologico, il rilancio delle città e del piano casa, per una economia compatibile e sostenibile.
La crisi di Governo annunciata in queste giorni, da una parte della maggioranza, rischia di avere conseguenze molto pesanti per i lavoratori, per i pensionati che già hanno pagato e pagano un prezzo altissimo in termini di diritti e di salario.  Una crisi che se fosse  confermata, ci escluderebbe definitivamente  dai segnali di una seppur  timida ripresa a livello europeo. Riconfermando la necessità di un Governo autorevole e stabile.
108 sono i contratti integrativi finora rinnovati nei territori.  Un risultato che se da un lato dimostra le difficoltà  incontrate in questo percorso, dall’ altro conferma una responsabile agibilità politica e contrattuale delle controparti a livello territoriale. Un percorso che ci auguriamo possa completarsi rapidamente e positivamente in ciascun territorio con la sottoscrizione dei rimanenti contratti integrativi.
Con ANCE e COOP il confronto nel corso di questi mesi si è incentrato essenzialmente sui temi della bilateralità, senza peraltro produrre “ancora” significativi avanzamenti a causa principalmente di alcune divergenze di merito e pesanti divisioni in seno alla controparte.
L’Assemblea nazionale consapevole della importanza e della necessità di un percorso condiviso e di “riforma” della bilateralità contrattuale esistente che oggi è messa a dura prova dal perdurare della crisi economica e dalle conseguenti trasformazioni del ciclo produttivo, hanno presentato alle controparti specifiche proposte per avere anche in prospettiva  un modello contrattuale e bilaterale che risponda alle specifiche “missioni” della mutualità e assistenza, regolarità, formazione, sicurezza, che sia inclusivo di tutte le rappresentanze  e per l’intero settore ed in grado di gestire i nuovi compiti nel frattempo affidati dai contratti e dagli accordi definiti dalla parti sociali.
In merito alle altre richieste contrattuali presenti in piattaforma rivendicativa, ad iniziare dagli aumenti salariali, si registra uno stallo pressoché totale e ingiustificato.
Le Segreterie Nazionali FeNEAL, Filca e Fillea invece, chiedono che rapidamente si possano esaminare tutti i temi ancora non trattati per avere un quadro esaustivo delle posizioni delle controparti, riconfermando il modello contrattuale basato su due livelli: nazionale e territoriale.
ANCE e COOP stanno invece portando  avanti una battaglia, assolutamente inaccettabile, ed ingiustificabile per cancellare l’ Anzianità Professionale Edile (APE). Un diritto contrattuale che risponde adeguatamente alle caratteristiche di precarietà e mobilità dei lavoratori del settore edile che è anche l’unica prestazione nazionale che lega i lavoratori al settore  e costituisce un qualificante elemento di fidelizzazione . Su questo aspetto l’Assemblea Nazionale ribadisce  quanto già più volte detto al tavolo negoziale da parte delle Segreterie Nazionali FENEAL FILCA FILLEA  Non esiste alcuna disponibilità sul tema APE. Il Contratto Nazionale si deve rinnovare e l’APE deve restare un diritto contrattuale acquisito dal settore.
Con le altre controparti Artigiani e Piccola Impresa il confronto si sta sviluppando molto lentamente e con modalità distinte, che registrano comunque alcune condivisioni su specifici argomenti contrattuali che possono rappresentare il presupposto per un avanzamento del confronto che ci auguriamo possa consentire di ottenere, in tempi certi, il rinnovo del CCNL.
A fronte di questa situazione, con l’ obiettivo di rinnovare un positivo contratto nazionale  senza arretrare sul terreno dei diritti conquistati, l’Assemblea Nazionale da mandato alle Segreterie Nazionali Feneal Filca Fillea di proclamare lo stato di mobilitazione della categoria da realizzarsi nei territori con  le opportune iniziative a partire da una capillare campagna di Assemblee dei lavoratori, con manifestazioni e presidi anche a livello nazionale in relazione all’esito delle trattative e una mirata informazione alla pubblica opinione. Una mobilitazione, compreso iniziative di sciopero se il 23 ottobre c.m.,  dovessero permanere vincoli negativi delle controparti, che deve prevedere le modalità coinvolgimento  più efficaci soprattutto nei grandi cantieri, nei lavori per grandi infrastrutture tra le quali TAV, terzo valico, expo 2015 ecc., e nei capoluoghi di regione.